Centro Consorzi, firmato il protocollo di rete per costruire il welfare a km 0 nel bellunese
Imprese, istituzioni e realtà del territorio insieme per rafforzare il benessere delle persone, sostenere l’economia locale e contrastare lo spopolamento.
È stato firmato e presentato alla Regione del Veneto il Protocollo di rete territoriale per il welfare “BE-WELL-UNO” promosso dal Centro Consorzi nell’ambito del bando regionale “WELL-FARE – Il welfare che connette” (Programma regionale Veneto FSE+ 2021-2027).
L’accordo – sottoscritto da 27 soggetti tra imprese, istituzioni, organizzazioni sindacali e partner specializzati – ha rappresentato il principale risultato della prima fase del progetto e ha posto le basi per una collaborazione stabile tra i principali portatori di interesse.
L’obiettivo è stato quello di costruire una rete permanente che punta a sviluppare un modello di welfare a km 0, capace di connettere il welfare aziendale, contrattuale e bilaterale con i servizi e le risorse delle comunità locali.
«La definizione del Protocollo è stata il risultato del percorso realizzato negli ultimi mesi – ha spiegato il direttore del Centro Consorzi Michele Talo – attraverso workshop, focus group, seminari e incontri di rete dedicati al welfare aziendale e di comunità. Il confronto ha permesso di analizzare le trasformazioni sociali e demografiche, raccogliere i bisogni di imprese e lavoratori e mettere a confronto esperienze e buone pratiche».
La provincia di Belluno, caratterizzata da una forte vocazione produttiva ma anche da sfide demografiche, spopolamento e invecchiamento della popolazione, necessita di strumenti innovativi per migliorare la qualità della vita, favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia e sostenere l’attrattività del territorio. Il Protocollo intende rispondere a queste esigenze attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, valorizzando le risorse già presenti e promuovendo soluzioni condivise.
Tra le priorità figurano la costruzione di una filiera locale di beni e servizi di welfare, la diffusione di piani aziendali e interaziendali, il rafforzamento delle opportunità nei campi della salute, del benessere, della cura e dell’infanzia, oltre alla formazione e all’orientamento di imprese e lavoratori. Particolare attenzione sarà riservata alle piccole e medie imprese, che attraverso la rete potranno accedere a strumenti e opportunità difficilmente attivabili individualmente.
«Questo non sarà un punto di arrivo ma di partenza», aggiunge il direttore. «Il Protocollo prevede obiettivi concreti: ampliare la rete fino ad almeno 40 aderenti entro 24 mesi, mappare almeno 100 fornitori locali e attivare almeno 30 convenzioni per servizi di welfare a km 0 nello stesso arco temporale. Entro 12 mesi dalla sottoscrizione sarà inoltre attivato un Tavolo di Welfare territoriale, sede di confronto, co-progettazione e monitoraggio delle iniziative».
L’analisi del contesto
All’interno del Festival “Welfare in Quota”, svoltosi tra giugno e luglio scorsi nell’ambito del percorso, sono stati presentati alcuni dati, analizzati dal sociologo Diego Cason, che raccontano con chiarezza perché oggi il welfare rappresenti una priorità strategica per il Bellunese. Negli ultimi trent’anni la provincia ha perso circa un terzo della popolazione giovane, mentre gli over 65 sono aumentati di circa il 25%. Una trasformazione che mette sotto pressione il mercato del lavoro: nei prossimi cinque anni saranno necessari circa 5.000 nuovi lavoratori per garantire il ricambio generazionale. Un fabbisogno che non può essere colmato dagli attuali flussi migratori, considerando che il saldo interno è di appena 100 persone all’anno e quello estero di circa 700, a fronte di un saldo naturale negativo di 1.000-1.100 residenti ogni anno. Belluno inoltre è una delle poche province italiane in cui diminuiscono contemporaneamente popolazione e imprese attive. In questo contesto il welfare non rappresenta soltanto un insieme di servizi, ma una leva per attrarre persone, sostenere le famiglie, trattenere competenze e rafforzare il sistema economico locale.
I sottoscrittori e la possibilità di aderire ancora
A sottoscrivere il Protocollo come partner di rete sono stati, insieme a Centro Consorzi, Casartigiani Veneto – FederVeneto Imprese, Centro Servizi Dolomiti, CGIL Camera del Lavoro Territoriale di Belluno, Comune di Santa Giustina, Comune di Setteville, Meccanostampi, Liceo Scientifico Statale “Giorgio Dal Piaz”, Provincia di Belluno, Casartigiani Belluno Dolomiti, UIL Unione Regionale Veneto, Unione Montana Val Belluna, UST CISL Belluno Treviso e Gruppoformazione. Come partner aziendali hanno aderito anche le imprese B.F.B. di Bortoluzzi Gualtiero & C., De March Meccanica, Jet System, Joint & Welding, Serma, MF Design, Feltre Autoparco, Moretti Arredamenti, Curtol Adriano & Sossai Claudio – Carrozzeria, Telebelluno, Finblok e Phoenix, oltre alla Scuola materna Don Bosco (Parrocchia S.G. Bosco).
La rete resta aperta a nuove adesioni da parte di imprese, enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali, Terzo Settore e fornitori di servizi. Si può manifestare il proprio interesse scrivendo a welfare@centroconsorzi.it, indicando nell’oggetto “Manifestazione d’interesse – Protocollo BE-WELL-UNO”.
Progetti FSE
Responsabile: Antonella Tormen
antonella.tormen@centroconsorzi.it | + 39 0437 851331
















