Transizione 4.0 e 5.0, fine dei crediti d’imposta: cosa cambia e l‘arrivo dell’Iperammortamento 2026
La Fine di un Ciclo: Crediti d’Imposta Transizione 4.0 e 5.0 si Concludono
L’infausta conclusione della Transizione 4.0 e 5.0 chiude la pagina dei crediti d’imposta legati agli investimenti in Innovazione e Sostenibilità iniziati nel 2020 e terminati di fatto con il 27 novembre 2025 in forma mista con la 4.0 per l’Innovazione e digitalizzazione e la 5.0 per il risparmio e l’efficientamento energetico.
Non solo le aziende nel corso del mese di novembre 2025 si sono trovate la sorpresa di vedersi abbassate le risorse inizialmente stimate per la Transizione 5.0, ma hanno anche notato un clima di totale incertezza sul futuro dei propri investimenti.
Transizione 4.0 vs 5.0: La Complessità della Doppia Prenotazione
Facciamo un passo indietro per delineare quanto accaduto negli ultimi due anni. Dal 2024 ad oggi, contemporaneamente alle modifiche strutturali della Transizione 4.0 – se ne contano almeno due – intervenute per le comunicazioni preventive, di acconto e di chiusura di progetti di acquisto di beni materiali ed immateriali al GSE, molte aziende hanno portato avanti la doppia prenotazione sia per la Transizione 4.0 che per la Transizione 5.0.
Il Nodo Cruciale: La Certificazione Energetica Ex Ante per la 5.0
Un aspetto chiave è la certificazione energetica ex ante richiesta per la Transizione 5.0. Mentre per la 4.0 la prenotazione del credito avveniva con i requisiti minimi di acquisto (compliance tecnica) per poi passare all’interconnessione e alla perizia asseverata, la 5.0 ha preteso la certificazione energetica preventiva. Questa certificazione, emessa da un Ingegnere qualificato o un EGE, doveva attestare un miglioramento strutturale delle condizioni produttive o un risparmio energetico. L’ombra dell’ignoto sui criteri decisionali ha spinto molti imprenditori a riparare sulla più matura 4.0.
I Requisiti 4.0 alla Base della Transizione 5.0
Occorre ribadire che un macchinario o una tecnologia che si avvicina alla 5.0 deve avere alla base i requisiti in entrata della 4.0. Se un’azienda è già dotata di un processo produttivo digitalizzato e innovativo (es. MES e macchinari interconnessi 4.0), il passaggio alla 5.0 è rappresentato unicamente dalla qualificazione dei nuovi beni 4.0 in ottica di risparmio e sostenibilità energetici come 5.0. L’adeguamento tecnologico abilitante della 4.0 era, di fatto, il prerequisito per ambire alla 5.0.
Verso il Futuro: Il Nuovo Iperammortamento 2026
La “corsa di Novembre” alla prenotazione dei crediti 5.0 è stato un segnale che ha tracciato due solchi interpretativi utilissimi per approcciare il nuovo Iperammortamento 2026.
Il Passaggio Tecnico: Credito d’Imposta vs. Iperammortamento
Se Transizione 4.0 e 5.0 prevedevano un incentivo basato su crediti d’imposta (liquidità immediata), dal primo gennaio 2026 il governo italiano sostituirà questi meccanismi con l’iperammortamento. Si tratta di una maggiorazione fiscale del costo d’acquisto, pensata per semplificare e ripristinare un vantaggio fiscale diretto per le imprese, a patto che partano da una condizione di assoluta salute bilancistica.
Tecnicamente, non cambierà nulla per quanto riguarda le qualificazioni dei beni: le asseverazioni degli Ingegneri e degli EGE sui requisiti 4.0 e 5.0 rimarranno centrali.
Differenze Filosofiche e Ritorno dei Beni Immateriali
La vera differenza è a livello di filosofia agevolativa. Mentre i crediti d’imposta garantivano una liquidità immediata, l’iperammortamento offre un vantaggio fiscale che si spalma negli anni, seguendo la normativa propria degli ammortamenti.
È probabile il ritorno dei beni immateriali 4.0 (non considerati per la Transizione 4.0 del 2025) e la continuazione dell’agevolazione per gli impianti di produzione da energie rinnovabili.
Investimenti Ammissibili nel Contesto del 2026: Una Sintesi
Riassumiamo quindi per sommi capi gli investimenti ammissibili che continueranno a guidare le decisioni aziendali:
- BENI 4.0: Beni strumentali nuovi, materiali e immateriali (Allegati A e B alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232), integrati con il sistema aziendale di gestione della produzione o con la rete di fornitura.
- IMPIANTI AUTOPRODUZIONE ENERGIA: Beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, inclusi gli impianti di accumulo. Ammissibili esclusivamente moduli fotovoltaici specifici (Art. 12, c. 1, lett. a), b) e c), D.L. 181/2023).
- INVESTIMENTI PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA (ex 5.0): Investimenti volti a conseguire obiettivi di transizione ecologica, con una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% oppure dei processi coinvolti non inferiore al 5%.
Perché Scegliere Centro Consorzi: Il Partner Omnicomprensivo per 4.0 e 5.0/2026
Perché Centro Consorzi può garantire un partenariato omnicomprensivo per le aziende clienti in questo scenario complesso?
Centro Consorzi ha integrato servizi strategici, fondamentali per navigare i requisiti tecnici e fiscali delle agevolazioni:
- INGEGNERIA DI PROCESSO: Professionisti per analizzare l’impatto delle nuove tecnologie, individuare criticità e suggerire le migliori soluzioni per l’agevolazione.
- FISCALITÀ: Esperti nella finanza agevolata e fiscalità pura per una corretta gestione delle pratiche e individuazione del miglior tramite.
- INGEGNERIA INDUSTRIALE: Professionisti in grado di valutare la compliance con i requisiti Transizione 4.0 e 5.0 e certificare quanto previsto dalla normativa.
- FASCICOLAZIONE: Gestione di tutti gli aspetti burocratici, dalla progettazione alla programmazione e gestione dell’agevolazione.
Linea Fondi
Responsabile: Michele Cardin
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