Compressori e serbatoi ad aria compressa: Dichiarazione di messa in servizio

Gestire correttamente la dichiarazione di messa in servizio di compressori e serbatoi per l’aria compressa è fondamentale per la sicurezza e per il rispetto della normativa. Si tratta di un obbligo di legge previsto dalla Direttiva (PED) e recepito in Italia dal DM 329/2004.
In sostanza, la dichiarazione di messa in servizio è la comunicazione ufficiale all’INAIL che un’apparecchiatura a pressione (ad esempio un serbatoio per aria compressa collegato ad un compressore) è installata e pronta all’uso secondo le regole di sicurezza previste. Questa procedura viene definita la “denuncia di messa in servizio INAIL” e garantisce che l’impianto sia censito, installato correttamente ed immatricolato come definito dalla normativa vigente.

Documentazione necessaria per la dichiarazione di messa in servizio

Per presentare la dichiarazione di messa in servizio all’INAIL di apparecchi a pressione, vi sono dei passaggi da seguire ed è fondamentale disporre di una serie di documenti tecnici e amministrativi. Questa documentazione serve sia per compilare correttamente i moduli sul portale CIVA dell’INAIL, sia come allegati obbligatori da trasmettere digitalmente. Vediamo l’elenco dei principali documenti richiesti:

  • Certificato CE (Dichiarazione di Conformità) del serbatoio: documento rilasciato dal costruttore del recipiente a pressione, attestante che il serbatoio è conforme alla direttiva PED e riportante le specifiche tecniche. Questo è il documento chiave per qualsiasi “dichiarazione di messa in servizio” ad INAIL dei serbatoi per aria compressa, in quanto contiene i dati da inserire nella pratica. Se il serbatoio è molto datato e privo di marcatura CE (ad esempio costruito prima del 2002, quando entrò in vigore la PED), potrebbero esserci documenti equivalenti come collaudi ISPESL dell’epoca o una targhetta ISPESL. In assenza di qualsiasi certificazione, purtroppo l’attrezzatura non può essere utilizzata legalmente (la normativa impone di “mettere fuori servizio” i recipienti privi di documentazione di conformità).
  • Certificato di taratura/collaudo della valvola di sicurezza: anche la valvola di sicurezza deve essere marcata CE e correttamente tarata per intervenire alla pressione di taratura prevista (di solito leggermente al di sopra la pressione di esercizio. Ad esempio: taratura a 11 bar per un serbatoio che lavora a 10 bar). Il certificato attesta che la valvola è dimensionata per la portata d’aria necessaria e che è stata testata. Nella pratica di “dichiarazione di messa in servizio apparecchi a pressione”, andranno indicati gli estremi della valvola (costruttore, modello, matricola, pressione di taratura) e allegato il relativo certificato. Anche eventuali altri accessori di sicurezza (per es. dispositivi di protezione contro sovrappressioni) vanno documentati.
  • Relazione tecnica e schema dell’impianto: questo è un documento da redigere a cura dell’utilizzatore che descrive l’impianto a pressione e le condizioni di installazione in base all’art.6 del DM 329/04, la dichiarazione di messa in servizio deve contenere “una relazione tecnica, con lo schema dell’impianto, recante le condizioni d’installazione e di esercizio, le misure di sicurezza, protezione e controllo adottate”. In pratica, occorre predisporre un documento in cui si elencano tutte le attrezzature a pressione presenti (compressore, serbatoio, valvola, ecc. con i rispettivi dati tecnici). Si può allegare o includere uno schema a blocchi dell’impianto che mostri in modo semplice il compressore, il serbatoio, la valvola di sicurezza, il manometro, ed eventuali altri componenti rilevanti. Questo schema può essere disegnato anche a mano libera e scansionato, purché sia chiaro.
  • Dichiarazione di installazione a regola d’arte: sempre l’art.6 del DM 329/04 richiede un’espressa dichiarazione attestante che l’installazione è stata eseguita in conformità al manuale d’uso. Solitamente questa può essere una frase inserita nella relazione tecnica o in un modulo a parte, in cui l’utilizzatore dichiara, ai sensi di legge, che l’impianto è stato montato seguendo le istruzioni del costruttore e le norme di buona tecnica. Se l’installazione è stata curata da un installatore esterno, si potrebbe allegare una sua dichiarazione o un verbale di messa in servizio interna.
  • Carta d’identità e codice fiscale del dichiarante: poiché la pratica verrà inviata telematicamente, è necessario allegare un documento di identità valido di chi effettua l’invio (tipicamente il legale rappresentante dell’azienda).
  • Marca da bollo: la normativa richiede l’applicazione di marche da bollo da € 16,00 sulla dichiarazione di messa in servizio (una per ogni attrezzatura dichiarata). Dal momento che la pratica è telematica, ciò si traduce nel dover acquistare la marca da bollo e “annullarla” (apporvi una data e firma) per poi scannerizzarla e allegarla in PDF al portale CIVA dell’INAIL. Inoltre, se per quel serbatoio è prevista anche la verifica di messa in servizio, occorre un’ulteriore marca da bollo da € 16,00 per la richiesta di verifica. In pratica, ad esempio, per un singolo serbatoio soggetto a verifica iniziale si prepareranno due marche (una per la dichiarazione e una per la richiesta di prima verifica).

Redazione e invio telematico della dichiarazione sul portale CIVA – INAIL

Una volta raccolti tutti i documenti e svolte eventuali verifiche preliminari, si passa alla compilazione della dichiarazione di messa in servizio vera e propria e al suo invio attraverso il portale CIVA di INAIL. Dal 2019, infatti, l’INAIL richiede che tutte le denunce di impianti e attrezzature soggette a verifiche (tra cui gli apparecchi a pressione) siano effettuate online, tramite l’applicativo CIVA, e non più in forma cartacea.

Come funziona il portale CIVA?
In breve, l’azienda (o il consulente delegato) deve accedere all’area servizi online di INAIL tramite lo SPID o CIE. Una volta all’interno del portale CIVA, si seleziona il servizio relativo agli apparecchi a pressione. Qui il portale offre diverse opzioni, tra cui:

  • “Denuncia (Dichiarazione) di messa in servizio art.5 DM 329/04 comma b, c, d”: Questa modalità si usa per gli apparecchi che non richiedono la verifica iniziale da parte di INAIL (cioè esclusi dall’obbligo di verifica ai sensi dell’art. 5 DM 329/04). In pratica riguarda i casi meno rischiosi, come i serbatoi di piccola/media dimensione con PS (pressione massima ammissibile) ≤ 12 bar e PS×V (volume) ≤ 8000. Scegliendo questa opzione, si compilerà la sola dichiarazione.
  • “Verifica e dichiarazione di messa in servizio (richiesta contestuale)”: questa modalità si utilizza per gli apparecchi a pressione che devono essere sottoposti anche a verifica di messa in servizio da parte di INAIL. È il caso, ad esempio, di un serbatoio >25 Litri che superi i limiti di cui sopra (PS>12 bar o PS×V>8000). In tal caso, il portale permette con un unico iter di inserire sia i dati per la dichiarazione, sia la contestuale richiesta di verifica.
    Dopo l’invio, il portale rilascerà una ricevuta protocollata. A questo punto:
    Se si trattava di una “dichiarazione senza verifica”, INAIL prenderà in carico la pratica, assegnerà all’attrezzatura un numero di matricola e la registrerà nel sistema informatizzato. L’azienda riceverà, tramite PEC, conferma dell’immatricolazione.
    Se, invece, si era trattato di una “dichiarazione con richiesta di verifica”, INAIL dovrebbe contattare l’azienda per fissare l’appuntamento per il sopralluogo e la verifica di messa in servizio del serbatoio.

Perché tutte queste procedure?

I compressori ed i relativi serbatoi possono essere causa di pericolose esplosioni in caso sovrapressione dovuta a una valvola di sicurezza difettosa e/o di corrosione interna del serbatoio (soprattutto se non viene scaricata regolarmente la condensa).
Per il buon funzionamento e la sicurezza il datore di lavoro ha un obbligo di manutenzione continua: l’art. 71 del D.Lgs. 81/08 impone di mantenere le attrezzature sempre in condizioni di sicurezza, effettuando controlli periodici secondo indicazioni del fabbricante e le buone prassi. Ciò significa, ad esempio, che il compressore e il serbatoio vanno ispezionati regolarmente e sottoposti ad un controllo quotidiano del funzionamento, allo scarico della condensa dal serbatoio (operazione che può essere automatica o manuale e che serve per evitare accumuli d’acqua che possono causare corrosione interna), alla pulizia dei filtri, alla verifica annuale del manometro e del pressostato, etc. È buona prassi registrare e dare evidenza che, oltre alle verifiche periodiche di legge, anche queste manutenzioni ordinarie vengono eseguite e inserite nello scadenzario aziendale.
In conclusione, la “dichiarazione di messa in servizio apparecchi a pressione” ed una regolare manutenzione sono fondamentali per una gestione sicura degli impianti ad aria compressa.