Transizione 5.0 tra complessità e semplificazione:
La soluzione c’è, ma è filosofica, interpretativa e tecnica
È evidente che ispirarsi ai paradigmi della 4.0 e aspettarsi le medesime condizioni favorevoli dal punto di vista normativo per quanto attiene alla Transizione 5.0 potrebbe essere deleterio per il fegato dell’imprenditore e poco coerente con la natura di quest’ultima misura in scadenza a fine 2025 con le prenotazioni.
Fino alla nuova legge di bilancio 2025, la quale ha aperto e semplificato in particolare la casistica della sostituzione dei macchinari vetusti con macchinari nuovi assicurando almeno il 35% di credito d’imposta sul valore del bene nuovo, i dati sulla prenotazione dei fondi della Transizione 5.0 erano prevedibilmente scarsi.
A novembre 2024 , il Sole 24 ore tuona una prenotazione di 99 milioni da 324 imprese, con un bilancio dei primi tre mesi costituito da 480 aziende e i crediti d’imposta a 116 milioni sommati i progetti in istruttoria.
Veramente poco. Un pensiero gli addetti ai lavori se lo sono fatto.
Facciamo un passo indietro, tenendo conto del criterio divulgativo che detiene il presente articolo.
I servizi utili e fondamentali per concludere serenamente una pratica 5.0 sono i seguenti:
- Project management di progetto
- Gestione del portale GSE e fascicolazione propedeutica alla fiscalità
- Diagnosi energetica ex ante ed ex post
- Perizia 4.0
Cosa occorre per comprendere se il proprio investimento è inquadrabile nella Transizione 5.0?
Riunisco in una parola: consapevolezza. Consapevolezza, ad esempio, che la 4.0 è la conditio sine qua non per ogni azione inseribile nella Transizione 5.0. Pertanto se arriviamo a valutare un’azienda produttiva che non ha MES o ERP per la gestione delle commesse o è priva di interconnessione tra le macchine e tali tecnologie immateriali, difficilmente il sistema aziendale potrà affacciarsi alla 5.0. Semplificando, allo stato attuale, i casi in cui il lettore imprenditore può trovarsi possono essere riassumibili nei seguenti:
Acquisto un macchinario nuovo dopo il I gennaio 2024, dismetto il mio vecchio macchinario ammortizzato da più di 24 mesi. Se il produttore segue le famose prassi di settore come ISO e normative di produzione specifiche, sarà per noi possibile partire ad allestire una pratica puntante direttamente al 35% di credito d’imposta, tenendo comunque che i servizi tecnici sopra puntati sono comunque da preventivare e da svolgere.
Acquisto un macchinario nuovo dopo il I gennaio 2024, dismetto il mio vecchio macchinario ammortizzato da meno di 24 mesi e ne acquisto uno già operativo alla data di sopralluogo. Qui sarà necessario misurare il macchinario dismesso, andando a valutare con le misurazioni un macchinario simile o uguale all’interno del processo produttivo o addirittura – come ci è già successo – andare a recuperare misure presso l’azienda alla quale ho venduto il mio macchinario vecchio dismesso. Bisogna di conseguenza comparare sulla base del dato energetico da ricavare tramite meter MID e tramite una nostra piattaforma realizzata in grado di analizzare da remoto i dati aggregati tra macchinario vecchio e nuovo, comparando in maniera speculare il medesimo ciclo produttivo o ordine di lavoro o ricetta. In questo caso specifico, qualora non sia possibile la comparazione di analisi dei dati energetici su base empirica speculare, l’unica alternativa è l’ “analisi su carta” di preventivi della medesima tecnologia con focus sui consumi energetici di ogni singolo nuovo macchinario preventivato con certificazione ex ante del produttore da diagnosticare e da confermare poi in sede di realizzazione dell’investimento, con la susseguente e conseguente diagnosi ex post dunque.
L’azienda che in questo momento è in fase di valutazione per l’acquisto di un nuovo macchinario si trova nella situazione migliore perché, come è comprensibile, può consentirci di effettuare uno studio di fattibilità quanto più preciso e in grado di consentire di coniugare al meglio tutti gli aspetti della norma Transizione 5.0 utili alla valutazione dell’economicità dell’operazione.
Centro Consorzi, tramite la propria rete di aziende partner, è in grado di offrire un servizio che attualmente sviluppa soluzioni avanzate per aziende, produttori di macchinari e software e consulenti. Rispetto alla 4.0, la 5.0 pretende un alto livello di preparazione che solo uno studio integrato può garantire. Non basta più solamente la perizia per garantire il beneficio fiscale, per la Transizione 5.0 serve studio, dedizione e la cura nel dettaglio interpretativo per essere sicuro della propria scelta imprenditoriale.
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Responsabile: Michele Cardin
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