Stati Generali Belluno: intervista al Presidente Padrin

Presidente Roberto Padrin, a gennaio scorso si è tenuto a Villa Pattdi Sedico il prologo degli Stati generali della provincia che saranno convocati a primavera. Su questa rivista abbiamo più volte segnalato la necessità di analizzare le situazioni problematiche della nostra provincia e dall’altro di costruire il nostro futuro con una visione partecipata e condivisa.
Come si svilupperà il confronto e il lavoro degli Enti e istituzioni, delle categorie economiche e degli enti intermedi?
Si svilupperà nei prossimi mesi, con un obiettivo che deve essere chiaro per tutti: guidare e accompagnare lo sviluppo futuro del territorio, ascoltando le necessità, valorizzando le peculiarità e creando occasioni per trasformare ed evolvere il Bellunese. Come lo si fa? Si inizia dal contrasto allo spopolamento e dal garantire servizi. Con questo obiettivo, che è e deve essere di tutti, ci siamo dati un metodo di lavoro improntato all’analisi dei bisogni e alla costruzione di un documento che deve essere espressione di tutti. Quindi degli enti locali, ma anche delle categorie economiche, dei gruppi, delle associazioni.

Quando inizieranno i lavori e quando si prevede saranno terminati?
Gli Stati Generali della Provincia di Belluno sono stati avviati lo scorso 23 gennaio con la Conferenza degli Enti Locali allargata, tenutasi a Villa Patt e caratterizzata da una partecipazione ampia e qualificata. Dagli interventi degli esperti e dei rappresentanti delle istituzioni sono emersi numerosi spunti di analisi e riflessione che costituiscono la base per il prosieguo del percorso verso l’Assemblea degli Stati Generali, prevista tra la fine di maggio e la metà di giugno. Intanto sono al lavoro i tavoli tematici che abbiamo costituito, individuando le macroaree su cui concentrare l’attenzione, vale a dire sviluppo, governance territoriale e servizi. Si tratta di tre temi interconnessi l’uno all’altro. I servizi sono fondamentali per trattenere la gente in montagna e per rendere le terre alte non solo abitabili ma anche attrattive. Senza servizi non c’è possibilità di sviluppo. E senza governance non c’è possibilità di guidare né i servizi né lo sviluppo. Ecco perché abbiamo selezionato questi tre temi, su cui costruire tutto il resto. Ai tavoli prenderanno parte rappresentanti delle categorie economiche, delle parti sociali, del mondo della scuola, dei servizi alla persona, della formazione, dell’innovazione e del volontariato, con l’obiettivo di approfondire le diverse tematiche e ascoltare i principali portatori di interesse, così da far emergere una rinnovata capacità progettuale per il territorio.

Quali le criticità maggiori che dovranno essere affrontate?
Le criticità sono quelle che conosciamo bene perché caratterizzano il nostro territorio da tempo: lo spopolamento, la scarsa appetibilità delle terre alte, la rarefazione dei servizi, l’assenza di una formazione universitaria sul territorio. Ma anche la difficoltà degli enti e delle associazioni a ragionare in maniera unitaria sui temi, guardandoli spesso da un unico punto di vista.

Sarà ripresa in mano l’auspicata specificità amministrativa provinciale con forme di maggiore autonomia?
Assolutamente sì, ma non confondiamo la specificità con l’autonomia. Sono due mondi affini, ma diversi tra loro. Non vorrei che si pensasse che la specificità sia come l’autonomia speciale di Trento e Bolzano: purtroppo non è così. Di quello avrebbe invece bisogno la provincia di Belluno, di una vera autonomia. La specificità è quella forma di riconoscimento che assegna al territorio la consapevolezza di essere montagna e quindi di essere qualcosa di diverso rispetto al resto del territorio regionale. Ma non basta. Credo però sia importante per un aspetto peculiare: quello di consegnare a noi tutti, enti ma anche cittadini, la responsabilità di gestire e vivere un territorio che ha esigenze particolari e quindi anche potenzialità particolari. Questa è la specificità. Come si declina a livello amministrativo? Con risorse che oggi non abbiamo e con la facoltà di decidere su determinate questioni che oggi non possediamo del tutto.

E.C.