Belluno e le Olimpiadi 2026: Un’opportunità di crescita e rilancio per il territorio

Presidente Luca De Carlo, con voto unanime del parlamento nel giugno del 2019 Milano e Cortina furono unitamente designate sedi delle Olimpiadi invernali del 2026. Da allora i lavori preparatori hanno incontrato vari ostacoli e distinguo. Ora mancano pochi mesi all’evento.
Quale supporto sta dando il Governo per superare le ultime difficoltà e problematicità di sua competenza?
Il Governo è sempre stato al fianco dei territori nell’affrontare le sfide che l’organizzazione di un evento di portata mondiale come quello olimpico porta con sé: è una manifestazione che coinvolge infiniti temi, da quello sportivo a quello turistico, da quello economico a quello infrastrutturale. Siamo riusciti a superare difficoltà e diffidenze, ora il traguardo si fa sempre più vicino: ci apprestiamo a vedere la conclusione degli interventi sugli impianti sportivi; sul fronte della viabilità, i cantieri proseguono e si stanno definendo i particolari di quelli da avviare, penso alla variante di Longarone, e questi saranno i principali elementi “tangibili” dell’eredità olimpica in provincia. Non va dimenticato come Simico, la realtà pubblica che si occupa degli appalti per le opere di Olimpiadi e Paralimpiadi, veda anche la partecipazione del Governo, attraverso il Ministero delle Economie e delle Finanze e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità; l’attenzione da parte del Governo su tutte le necessità che dovessero registrarsi da qui al prossimo anno è e sarà quindi sempre massima.

Lei è l’unico rappresentante bellunese in Parlamento e Presidente della IX Commissione al Senato che ha competenze nei settori dell’Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare. Settori direttamente interessati a quest’evento internazionale che nel Veneto coinvolgono non solo Cortina ma l’insieme dei territori confinanti.
Che cosa ritiene non sia ancora stato fatto e si potrebbe realizzare in questi ultimi mesi per massimizzare il ritorno, non solo d’immagine, ma concretamente per il territorio bellunese?
Siamo nell’ultimo anno che precede l’appuntamento olimpico ed è ora che il territorio provinciale si “vesta” di cinque cerchi e che faccia suo il sentimento di emozione ed attesa per questo evento.
Nelle settimane scorse sono comparse lungo le nostre strade, a partire dal capoluogo, le prime bandiere che preannunciano il doppio appuntamento, quello con le Olimpiadi e con le Paralimpiadi; dobbiamo partire da qui, dalla promozione e comunicazione della provincia olimpica.
L’eredità, la “legacy” come si dice oggi, di Milano Cortina 2026 non è legata solo agli eventi sportivi in sé: le infrastrutture stradali e gli investimenti italiani e stranieri nel settore dell’accoglienza porteranno ad un’inevitabile crescita del turismo non solo a Cortina d’Ampezzo. Dobbiamo quindi prepararci a questa fase di nuovo rilancio: la ristorazione, l’accoglienza, il mondo del turismo sportivo invernale ed estivo devono farsi trovare pronti a gestire la domanda e ampliare l’offerta. Per questo, sono convinto che una collaborazione tra enti pubblici, realtà private, associazioni, nell’organizzazione e promozione di eventi che sappiano sfruttare da qui al febbraio 2026 il traino olimpico sia fondamentale per raccontare all’Italia e al mondo di una provincia di Belluno che offre certo lo sci tra le montagne più belle del mondo, ma anche un ambiente incontaminato e rilassante, eventi culturali di livello, appuntamenti con tradizioni, storie e culture che possono essere attrazioni per visitatori da tutto il mondo anche dopo il febbraio-marzo 2026.

E.C.