Riforma Artigianato e Legge Montagna: parla De Carlo

Presidente Luca De Carlo, il mondo artigianale ha molto apprezzato la sua idea di inserire anche l’artigianato nella denominazione della sua importante Commissione senatoriale. Quali motivazioni la hanno spinta per questa iniziativa?
Non si tratta solo di un “banale” passaggio formale – che andrà ad esplicitare una competenza comunque già assegnata ed esercitata dalla Commissione: basti pensare alla mia proposta, diventata legge a fine aprile, sulla tutela e valorizzazione del pane artigianale -, ma rappresenta il giusto riconoscimento per un settore fondamentale del sistema produttivo nazionale che da secoli tramanda quelle tecniche, conoscenze, tradizioni, qualità e creatività che hanno reso la produzione artigianale italiana un’eccellenza ammirata in ogni angolo del mondo. Proprio per queste sue caratteristiche di unicità, di bellezza, di capacità del saper fare, di valore non solo economico del prodotto, non possiamo limitarci a ricomprendere questa attività nel termine “industria”: l’artigianato italiano è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy e come tale ha diritto al suo riconoscimento e alla sua visibilità anche nella denominazione della nostra Commissione.

Il settore, che rappresenta un’ossatura produttiva economia diffusa sul territorio, necessita però di un aggiornamento normativo adeguato ai nuovi contesti in cui opera con strumenti adeguati per competere e crescere ulteriormente. Non ritiene sia giunto il tempo per l’adozione di una legge quadro aggiornata per il settore?
Sono d’accordo, tanto che lo scorso ottobre è stato approvato il mio emendamento al Ddl Piccole e Medie Imprese che delega il Governo all’adozione di una moderna riforma dell’artigianato razionalizzando, riordinando e adattando la normativa attuale, risalente ormai a più di quarant’anni fa. Con un mercato mutato in questi anni, con uno stravolgimento negli ultimi tempi, e con la tecnologia che ha rivoluzionato il mondo, l’arte italiana del saper fare resta un’eccellenza: dobbiamo quindi dare ai nostri artigiani gli strumenti per poter stare e competere nel mondo di oggi, promuovendo anche l’aggregazione fra imprese artigiane così da poterne favorire l’accesso a commesse o finanziamenti; serve una riforma che faciliti il ricambio generazionale, l’accesso nel comparto di forze giovani e nuove, mantenendo la figura dell’artigiano al centro del processo creativo e produttivo, coniugando allo stesso tempo tradizione e innovazione.

Qual è lo stato di attuazione della Legge sulla Montagna?
Pochi mesi fa, a febbraio, abbiamo portato a casa il risultato più delicato e, allo stesso tempo, più centrale di questa legge, ossia la classificazione dei comuni montani. Con questa classificazione, viene finalmente riconosciuta la montagna vera, un riconoscimento che per la nostra provincia vale per l’intero territorio; questo ci consentirà di destinare le risorse – per ora 200 milioni di euro all’anno – alle esigenze delle reali “terre alte”.
Da questo prenderanno poi il via i prossimi provvedimenti, che vanno dalle agevolazioni fiscali per mutui e affitti in montagna agli incentivi per il personale sanitario e scolastico, dalle misure per le imprese giovani e il lavoro agile fino alla tutela del territorio.

E.C.