Dopo settant’anni le Olimpidi Invernali ritornano a Cortina

Presidente Luca Zaia, come i lettori ricorderanno, lei già dal 2019 si era speso e impegnato molto per l’ottenimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026. Siamo ora ad un anno da questo grande evento internazionale.
Come valuta il percorso d’accompagnamento fatto sino ad ora dalla Regione Veneto per questo evento straordinario?
Partiamo da un dato: sui media, fino ad oggi, qualcuno voleva far credere una generale indifferenza, quando non contrarietà, dell’opinione pubblica verso l’evento olimpico. Ancora una volta abbiamo dovuto misurarci con lo schianto dell’albero che cade ignorando il silenzio della foresta che cresce. Un quotidiano, infatti, ha pubblicato un autorevole sondaggio da cui emerge che la scelta delle Olimpiadi a Cortina trova il gradimento dell’80% dei residenti del Nordest. Ad un anno esatto dall’inizio dell’evento è la conferma non soltanto che una certa visione del rilancio del territorio con questi eventi è condivisa ma che lo è anche la modalità con cui è stata portata avanti. Abbiamo portato a casa quasi 2 miliardi di opere pubbliche, cosa che non sarebbe stata possibile se non avessimo lottato per avere le Olimpiadi con il preciso obbiettivo del rilancio della nostra montagna. E a conferma della capacità e della forza del gioco di squadra, anche tra territori, abbiamo già incassato un altro prestigioso ‘sì’, aggiudicandoci le Olimpiadi Invernali Giovanili del 2028, che si svolgeranno tra Lombardia, Veneto e Trentino.

Quale rammarico ha nel guardare a ritroso quello che si poteva fare e non è stato possibile realizzare sino ad ora?
L’entusiasmo che sta crescendo intorno ai Giochi è lo specchio di un evento che va ben oltre il valore sportivo e turistico e che lascia al Veneto un’eredità concreta in termini di sviluppo. Dobbiamo guardare ancora più avanti perché anche quello che non sarà concluso per l’appuntamento Olimpico, lo sarà a ruota e senza di esso non sarebbe stato avviato. L’eredità di Milano Cortina non si esaurirà con lo spegnimento dei bracieri ma sarà una prospettiva virtuosa che darà frutti a lungo termine. Penso al rilancio delle nostre Terre alte che avverrà sull’onda di un vero rinascimento sostenibile che può scongiurare il definitivo spopolamento delle valli. Ma anche a tutta la Regione, come nel caso di un simbolo universale come l’Arena di Verona che ospiterà le cerimonie di chiusura. La sua riqualificazione, con il completamento degli accessi e dei servizi, migliorerà l’accoglienza per gli spettatori; renderà un simbolo della nostra cultura, una delle opere più antiche tra quelle tutt’oggi accessibili ancora più fruibile anche alle persone con differenti capacità motorie. È la sintesi di una visione.

Uno dei nodi critici è la viabilità. A che punto sono le opere e le varianti che sono state previste?
I cantieri vanno avanti. Per le Olimpiadi e le Paralimpiadi, chi arriva da noi troverà infrastrutture adeguate alla circostanza. Sono sul tavolo tutte opere di grande rilevanza anche per la vita dei territori che superano le necessità dell’evento sportivo internazionale: la realizzazione della variante di Cortina e di Longarone migliorerà la viabilità e la sicurezza stradale, mentre il potenziamento della stazione ferroviaria di Longarone e il rinnovo di quelle di Belluno e Feltre, con la costruzione di nuovi parcheggi di scambio, renderanno il trasporto pubblico più efficiente e sostenibile. Il sistema integrato di mobilità intermodale garantirà collegamenti più rapidi ed ecologici tra le principali località. Come ho già detto, le prospettive dei benefici sono a lungo termine. Sono tanti gli interventi, anche nelle aree non montane, che contribuiranno a migliorare le reti di trasporto della regione e a ridurre il traffico nei periodi di maggior afflusso turistico. E tutto con un occhio all’ambiente.

Mancano ancora pochi mesi dall’avvio dei giochi, quale invito fa alle aziende, agli operatori economici e turistici della provincia di Belluno per sfruttare al meglio questo evento internazionale?
Olimpiadi significa gioco di squadra. Ce la metteranno tutta i nostri ragazzi con la maglia azzurra, ma ognuno, anche fuori dalle piste, è chiamato a fare la sua parte. L’evento che si aprirà tra un anno, quindi, è un altro tassello del Veneto che cresce, cosa che chiede di chiudere eventuali discussioni e ci chiede, invece, di essere uomini e donne del fare come sappiamo sempre dimostrare. Grazie agli investimenti legati all’Olimpiade, il territorio vedrà la nascita di nuove infrastrutture. A Cortina, ad esempio, la pista ‘Eugenio Monti’ restituirà all’Italia un impianto moderno e all’avanguardia per il bob, lo slittino e lo skeleton. Anche il trampolino olimpico del 1956 e il braciere verranno restaurati, mantenendo viva la memoria della grande tradizione sportiva ampezzana. Sulle nostre montagne lo sport è storia, tradizione e identità. In poche parole, le nostre Dolomiti sono un patrimonio dell’Umanità Unesco ma anche un brand conosciuto e inseguito in tutto il mondo. Le immagini di questo territorio tra un anno raggiungeranno oltre tre miliardi di persone in tutti i paesi. Ai nostri imprenditori e operatori chiedo di impegnarsi in quello che sanno fare meglio: essere sempre all’altezza della situazione.

E.C.