Crisi e opportunità: come le imprese venete reagiscono alla sfida globale
Se lo scorso anno si era chiuso con tinte in chiaroscuro con settori che più hanno tenuto alle tensioni geopolitiche internazionali, quest’anno era iniziato con timidi segnali di ripresa gelati però dalla doccia fredda dei dazi imposti, e attualmente sospesi, dal Presidente Trump.
Qual è l’attuale stato di salute del settore produttivo veneto e come stanno reagendo le aziende venete a questo grande cambiamento sullo scenario internazionale?
Il Veneto ha un tessuto produttivo straordinario, fatto di imprenditori che non si sono mai tirati indietro davanti alle sfide, nemmeno in periodi complessi come questo. È vero, l’instabilità internazionale pesa: il quarto trimestre 2024 si è chiuso con una riduzione del numero di imprese attive in Veneto : 418 mila unità, con un calo del -0,9% rispetto al quarto trimestre 2023, che interessa tutti i macro settori economici, e risulta più accentuata nei comparti industriali e dell’agricoltura. Inoltre l’export veneto nel confronto tra 2024 e 2023 ha registrato un calo del 2,6%, pari a una contrazione di 1,6 miliardi di euro. Ma le nostre imprese hanno dimostrato grande capacità di adattamento. Molte hanno accelerato i processi di innovazione, cercato nuovi mercati, e investito in digitalizzazione e sostenibilità. È comunque innegabile che stiamo attraversando particolari crisi settoriali, Sistema Moda e Automotive in particolare, in relazione alle quali come Giunta regionale abbiamo prontamente attivato due tavoli di lavoro con le Associazioni di categoria e le Parti sociali. Sono però convinto che in questi anni il sistema produttivo Veneto sia cresciuto sotto gli aspetti della resilienza e della antifragilità. Abbiamo operato per un tessuto economico e sociale del Veneto che vedo più forte e più pronto a reagire. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa transizione e creare le condizioni per essere competitivi anche in uno scenario globale instabile.
Quali effetti potrebbero avere i dazi sulle nostre imprese se non si dovessero trovare delle intese, reciprocamente soddisfacenti, con gli Stati Uniti?
I dazi, se confermati nonostante la sospensione nel frattempo accordata, sarebbero una minaccia seria per molte filiere strategiche del nostro export, penso al settore agroalimentare, alla meccanica, alla moda. Le imprese venete sono tra le più esposte a livello nazionale sul mercato USA. Come Veneto non possiamo infatti permetterci di mettere in discussione una quota da 7,3 miliardi di nostro export regionale verso gli Stati Uniti. È fondamentale che l’Europa giochi un ruolo fermo, difendendo i propri interessi e lavorando per accordi commerciali equi. La tregua sui dazi deve però invitare a una maggiore diversificazione delle destinazioni dei prodotti e servizi, prendere in considerazione nuovi target geografici e intercettare nuovi segmenti di consumo. Il sistema produttivo Veneto, con le sue eccellenze multisettoriali, frutto di competenze dei lavoratori e di capacità imprenditoriali, è competitivo nelle grandi sfide che si giocheranno nei prossimi anni, tra innovazione, transizione tecnologica e verde, sostenibilità, e può dunque interpretare con successo nuovi modelli e opportunità di business e nuovi trend di mercato. Da parte nostra, continueremo a sostenere l’internazionalizzazione, aiutando le aziende ad aprire nuovi canali commerciali, anche in mercati alternativi, l’internazionalizzazione, aiutando le aziende ad aprire nuovi canali commerciali, anche in mercati alternativi.
Quali strumenti finanziari ha previsto la Regione Veneto con il PR Veneto FESR 2021-2027 per il sostegno agli investimenti, competitività, innovazione e alle start-up?
Il Programma Regionale FESR 2021-2027 mette sul tavolo risorse importanti, parliamo di circa 1 miliardo di euro, con una quota significativa dedicata proprio a questi ambiti. Abbiamo linee di intervento per sostenere gli investimenti produttivi, l’efficientamento energetico, la transizione digitale, l’internazionalizzazione e la ricerca industriale.
Partiamo innanzitutto dal Fondo Veneto Competitività. Parliamo di una dotazione importante, 138 milioni di euro complessivi, che abbiamo messo a disposizione del nostro sistema produttivo per affrontare con determinazione le grandi sfide della transizione digitale, ecologica e organizzativa. Questo Fondo, gestito dall’”in-house” regionale Veneto Innovazione S.p.A., è articolato in tre Sezioni complementari: Transizione, Filiere Produttive e ZLS, e Start Up. Tre linee di intervento pensate per rispondere in modo puntuale e mirato ai bisogni delle imprese venete, dalle più strutturate alle realtà emergenti.
L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la competitività delle imprese già radicate sul territorio, incentivando investimenti innovativi e sostenibili; dall’altro accompagnare la nascita e il consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali, favorendo il ricambio generazionale e la valorizzazione del capitale umano. Per noi l’innovazione è una leva fondamentale per il futuro. Puntiamo forte quindi anche sulle start-up, con misure dedicate a favorire la nascita e il consolidamento di nuove imprese e delle imprese ad alto contenuto tecnologico.
Insieme al Fondo Veneto Competitività interveniamo anche con il Fondo Veneto Ricerca, Sviluppo e Innovazione, sempre gestito da Veneto Innovazione con i fondi comunitari del PR Veneto FESR, che opera per supportare la capacità di ricerca e innovazione sviluppate da partnership composte da imprese, università e altri organismi di ricerca che operano in Veneto. Anche in questo caso lo sforzo finanziario è rilevante, con una dotazione di 46,75 milioni di euro del Fondo per la concessione di finanziamenti agevolati combinati con ulteriori 66,25 milioni da erogare mediante contributi a fondo perduto.
Infine, in linea con il nuovo Nuovo Piano Energetico Regionale – NPER, il Fondo Veneto Energia opera con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del tessuto produttivo veneto, in termini di riduzione dei consumi energetici e di minori emissioni di gas a effetto serra, nonché di potenziare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. La dotazione complessiva di 56 milioni di euro è suddivisa nelle due sezioni dedicate rispettivamente all’efficientamento energetico delle imprese (31 milioni di euro) e alla produzione di idrogeno verde da fonte rinnovabile (25 milioni di euro).
Quali novità prevede il bando 2025 per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile e alle professioniste?
Per sostenere l’imprenditoria femminile negli ultimi 10 anni sono stati stanziati 22,6 milioni di euro a vantaggio di 1.085 imprese. A queste si aggiungono ulteriori 3 milioni di euro dell’edizione 2025, che ha riservato una quota di 650.000 euro alle libere professioniste, fissando anche un limite di spesa minima più basso per l’accesso alle agevolazioni. Il bando ha avuto un successo notevole con quasi 500 domande pervenute, a dimostrazione dell’interesse crescente e della vivacità dell’imprenditoria femminile nel territorio. La grande partecipazione al bando evidenzia non solo l’efficacia delle misure promosse, ma anche la necessità di continuare a sostenere questo settore strategico attraverso politiche mirate, risorse dedicate e criteri di accesso inclusivi, come la specifica attenzione alle libere professioniste.
Ci tengo a sottolineare che l’imprenditoria femminile la stiamo sostenendo con risorse interamente regionali. Come ho sempre sostenuto con forza, le donne che lavorano e fanno impresa sono l’orgoglio del Veneto e la Regione ha il dovere di sostenerle nell’avvio e nello sviluppo competitivo della propria attività.
E.C.

















