Dazi: la strada deve essere quella dell’accordo

Presidente Luca De Carlo, i dazi americani varati dal Presidente Donald Trump se saranno applicati rischiano di mettere in crisi le esportazioni italiane e in particolare quelle venete e bellunesi.
Qual è la posizione del Governo italiano?
Sappiamo che quella del Presidente Trump è una decisione presa per tutelare le aziende americane, ma che ha soprattutto lo scopo di aprire una trattativa con gli altri partner commerciali e sedersi al tavolo del confronto in una posizione di forza. L’Italia è da sempre nel blocco occidentale, per un mercato libero, ma in questo mondo ormai globalizzato non ci si salva da soli: è necessario quindi che l’Europa non cada nella trappola – come avrebbero voluto da sinistra – dei dazi e controdazi, ma che affronti la trattativa con una sola voce, forte e unita; la voce dei cittadini e delle imprese europee.

Quali azioni e trattative sono in corso?
L’ho anticipato prima: la risposta non può essere “la guerra dei dazi”, ma deve essere la strada dell’accordo. Lo ha capito anche il Presidente Trump, con l’accelerata e il rallentamento subito successivo: i dazi colpiscono i produttori, certo, ma anche i consumatori americani, tra aumento dei prezzi e crescita dell’inflazione. Il destino di questa partita è nelle mani dell’Europa: un’Europa finalmente diversa, grazie al Governo Italiano e al Presidente Meloni, che ora finalmente guarda alle persone, alle famiglie, alle imprese e non alle lobby o agli interessi di qualche nazione. Una “rivoluzione copernicana” avvenuta proprio grazie al nuovo peso dell’Italia in Europa e nel mondo, una Nazione che non segue più supina gli ordini degli altri ma che ora detta la linea.

Lei è intervenuto nelle audizioni congiunte delle Commissioni di Camera e Senato con Mario Draghi che ha illustrato lucidamente il panorama in cui versa la situazione economica e produttiva europea e nazionale.
Quali indicazioni si possono trarre? Cosa fare?
Il Rapporto Draghi era noto, e la presentazione in audizione al Parlamento non ha portato elementi di novità. Tra le cose da sostenere, c’è certamente quella di attirare investimenti privati; una cosa che però è possibile solo con stabilità e visione, elementi che nel recente passato sono mancati sia in Italia che in Europa. La linea del Governo Meloni è chiara: da un lato, produrre di più e meglio, puntando sull’innovazione e sul lavoro (un milione di posti creati, dopo aver cancellato il reddito di cittadinanza); dall’altra, la sostenibilità ambientale, sociale ed economica degli interventi. Paghiamo anni in cui la transizione ideologica è stata fatta passare per transizione ecologica, ora è tempo di cambiare rotta.

E.C.