De Carlo: la montagna non si abbandona
Presidente Luca De Carlo, ha suscitato molta preoccupazione l’analisi impietosa sulle aree interne contenuta nel Nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree interne a firma del Ministro Foti. Le aree interne della nostra provincia coinvolgono l’Agordino, ValComelico, Cadore, Alpago-Longarone-Zoldano. In particolare negli obiettivi dove si accenna: “Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile” e“Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a sé stesse”.
Quale lettura più ampia deve essere fatta di quanto riportato?
Chiariamo subito: non c’è nessun intento di accompagnare verso l’eutanasia le aree interne, l’obbiettivo è invece quello di non rassegnarsi nemmeno di fronte a dati drammatici, cambiando l’approccio precedente, poco efficace Gli estratti citati rappresentano solo una delle quattro tipologie emerse dallo studio del CNEL per la realizzazione del PSNAI; è evidente che passare da un’ipotesi estrema di studio allo spacciare per obbiettivo del Governo nazionale la lenta morte di territori in sofferenza sia stata sola e semplice propaganda. Due passaggi sono fondamentali in questa partita: da un lato, spetta ai Comuni la valutazione della propria situazione tra le quattro tipologie presentate e le azioni da mettere in atto; dall’altro, il Piano è stato approvato all’unanimità dalla Cabina di Regia, con il voto favorevole anche dei rappresentanti di Regioni, Province, Comuni Comunità ed Enti montani. Pensare che le realtà che più rappresentano le popolazioni e i territori delle aree interne abbiano tutte insieme approvato un documento che punta alla lenta morte di alcune zone è assolutamente inconcepibile, ed evidentemente non è così.
Dopo la pausa estiva sono ripartiti i lavori parlamentari dell’importante Commissione che presiedi.
A che punto l’avvio definitivo dell’attesa nuova Legge sulla montagna? Sono previsti dei miglioramenti al testo attuale? Quali incentivi saranno introdotti per la tenuta delle “terre alte”, territori tanto belli quanto fragili?
Proprio in questi giorni, dopo la pausa estiva dei lavori in Parlamento, la Legge sulla Montagna è stata approvata al Senato in seconda lettura: una promessa che avevo fatto fin dal giorno del mio insediamento in questa legislatura, una volontà chiara del Governo che ha lavorato a questa norma fin dal primo giorno. Una montagna di impegno e di azioni concrete per salvare le nostre terre alte: più sostegno ai servizi, incentivi e attenzione al lavoro e all’occupazione, cura e risposta a territori che non possono essere abbandonati. Da un lato, ci sono le risorse, circa 200 milioni di euro all’anno; dall’altro ci sono norme per agevolare e attirare vita nelle terre alte: ci sono incentivi per medici, personale sanitario e insegnanti; il sostegno – economico e normativo – alle scuole per l’infanzia e per i tribunali; le nuove professioni per la montagna, le misure fiscali per le imprese giovanili montane, le agevolazioni per il lavoro agile. Un “pacchetto” che non è certo la bacchetta magica che farà sparire di colpo problemi e tematiche della montagna, ma che rappresenta un chiaro segnale di attenzione concreta alle terre alte e che ora dovrà e potrà essere riempito di nuovi contenuti grazie alla collaborazione e al confronto con i territori.
In Commissione sarà discusso anche il disegno di legge che introduce misure strategiche per rafforzare le micro, piccole e medie imprese italiane, approvato in via preliminare il 14 gennaio 2025 dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento importante per le aziende del Veneto e della nostra provincia.
Quali incentivi e innovazione apporterà questo provvedimento?
Le PMI e le micro imprese sono il tessuto dell’economia veneta e bellunese: il provvedimento porterà incentivi fiscali per le reti d’impresa, sostegno al ricambio generazionale, un riordino della normativa sui Confidi per agevolare l’accesso al credito, la nascita delle “Centrali consortili” come strutture di indirizzo e coordinamento per le imprese già organizzate in consorzi di filiera.
Su quali altri temi di interesse per la nostra provincia sarà impegnata prossimamente la Commissione?
Un tema sicuramente caldo è quello della riforma della legge sulla caccia: già nei mesi scorsi abbiamo dato il via alle audizioni dando spazio alle associazioni di categoria, a quelle ambientaliste e a quelle venatorie, oltre che alle istituzioni tra le quali la Provincia di Belluno con la sua Polizia Provinciale. C’è poi la proposta di legge – a mia firma – sulla valorizzazione della transumanza e dell’alpeggio, patrimoni delle terre montane; ci sono poi altri temi, come l’artigianato o le start up e le piccole imprese, che hanno un respiro più “nazionale” ma che avranno certo riflessi importanti anche sul nostro territorio.
E.C.

















