Montagna viva: imprese, turismo e comunità per contrastare lo spopolamento

Le attività commerciali e turistiche nelle aree montane si intrecciano, da sempre, con quelle artigianali, avendo un forte legame con il territorio. Entrambe queste categorie affrontano sfide comuni quali lo spopolamento demografico, le specificità ambientali e logistiche tipiche dell’ambiente montano.
Il turismo è una grande risorsa per la nostra provincia ma spesso non riesce a lasciare sul territorio tutte le ricadute positive possibili.
Quali sono le principali sfide legate allo spopolamento che affrontano le attività in montagna e come le difficoltà logistiche di accessibilità influenzano la competitività delle imprese locali?
Questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore, in quanto presidente di Confcommercio che rappresenta le imprese e le professioni del turismo, da quelle dell’ospitalità (alberghi, campeggi, bar, rifugi, strutture extralberghiere) alla ristorazione, dalle guide turistiche alle agenzie di viaggio. Il turismo, come tutte le attività economiche, necessita di infrastrutture e servizi la cui realizzazione deve essere studiata però in modo da rispettare l’identità del territorio. Ciò permette ad un tempo di preservare la “materia prima” dell’economia turistica (cioè proprio l’ambiente naturale) e di fornire elementi di vivibilità a quanto questo territorio abitano e vivono quotidianamente. Strade, parcheggi, impianti, trasporti: dobbiamo necessariamente implementarli, facendo attenzione alla qualità ed alla sostenibilità di queste opere. Lo sviluppo del turismo consentirà inoltre il permanere di attività di piccolo commercio che, alimentate dai flussi degli ospiti, potranno avere quella redditività che la sola popolazione residente non potrebbe garantire ma di cui necessita per rimanere ad abitare nelle “terre alte”.

In un recente convegno a Belluno si è affrontato il fenomeno dello spopolamento anche attraverso la possibilità del ritorno di discendenti dei nostri emigranti. L’ASCOM di Belluno ha aderito alla proposta elaborata dall’ABM e l’ha portata sino a livello nazionale dell’Associazione trovandone sostegno. Questa proposta riuscirebbe a dare una risposta concreta al tema.
Ritiene sia necessario che a questa proposta aderiscano anche le altre Organizzazioni di categoria per risolvere i problemi legati alla doppia cittadinanza e al riconoscimento dei titoli di studio?
Sono convinto della bontà di questa idea che risponde alla sempre maggiore necessità di lavoratori da parte delle imprese locali. Per l’attuazione abbiamo però necessità di condivisione e sostegno da parte delle istituzioni che favoriscano la formazione nei paesi di origine dei lavoratori che intendono, una volta dotati delle opportune competenze, venire a lavorare nelle nostre valli.

Secondo lei in che modo le attività commerciali e artigiane contribuiscono alla coesione sociale nelle comunità montane e qual è il ruolo delle piccole imprese nel contrastare lo spopolamento delle aree montane?
Come avevo accennato, senza negozi, intesi come presidi di servizio commerciale ma anche sociale, non può esserci comunità o paese vivo. Dobbiamo quindi trovare il modo di rendere redditizio il permanere dei negozi nelle vallate incrementandone la redditività anche attraverso il turismo o con sostegni simili a quelli che altre province (come quella di Trento) garantiscono per supportare i costi fissi di gestione.

In che modo la nuova legge 131/2025 sulla montagna porrà sostenere e incentivare le aziende locali?
La legge quadro sulla Montagna rappresenta un caposaldo dal punto di vista politico e del riconoscimento di queste aree nel sistema sociale dell’intera Penisola. Ora però si deve calare concretamente questa normativa nella vita concreta delle aree montane, cosa che avverrà nei prossimi mesi con l’emanazione dei provvedimenti attuativi. Da notare che questa Legge ci consentirà, con grande probabilità, di accedere in via prioritaria ai finanziamenti della nuova programmazione europea, oltre a fruire degli stanziamenti annualmente già previsti dalla legge stessa. Desidero inoltre ricordare che la norma sui Crediti di carbonio Forestali (inizialmente contemplati nella legge stessa e poi stralciati e fatti oggetto di una differente e specifica legge) potranno fornire risorse ulteriori per supportare le attività sociali ed economiche delle aree montane.

Quali ulteriori sinergie si potrebbero creare fra i settori commerciali e turistici e l’artigianato nella nostra provincia?
È chiaro che i sistemi di rappresentanza sono ben definiti e Confcommercio in ciò rappresenta in toto il settore turistico commerciale. In questo contesto, ho sempre sostenuto che i vari settori dell’economia devono procedere di pari passo e sono interdipendenti l’uno dall’altro. Quindi tutti gli interventi e le politiche di cui ho parlato dovranno essere coerenti e sinergiche con i settori artigianali e produttivi per una crescita armonica e complessiva del territorio, senza competizione tra settori.

E.C.