Verso Milano Cortina 2026: eventi, opere e strategie per un territorio protagonista

Presidente Padrin, mancano solo poche settimane all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Come si sta preparando la provincia per valorizzare al meglio questo importante evento coinvolgendo l’intero territorio? Quali sono gli Enti che cofinanziano e collaborano a questi eventi?
La Provincia ha coordinato il tavolo olimpico con le categorie economiche, alcuni comuni, la Fondazione Cortina, la DMO, l’Unpli per condividere iniziative che avrebbero potuto coinvolgere l’intero territorio. È stato un percorso complesso che andava di pari passo con la ricerca delle risorse da impiegare. Come Provincia abbiamo messo a disposizione 200 mila euro, che si aggiungono al Fondo Grandi Eventi, gestito dalla stessa Dmo, e cofinanziato da Fcc, Regione Veneto e Camera di Commercio. Realizzeremo degli eventi culturali denominati “Storie Olimpiche”, appendice alla rassegna di Francesco Chiamulera “Una montagna di libri”, che prenderanno il via domenica 7 dicembre ad Agordo e toccheranno Pieve di Cadore, Alpago e Feltre. Vi sarà uno spazio espositivo in fiera a Longarone, un’area lounge e incontri all’Alexander Hall di Cortina durante le Olimpiadi, dei momenti ricreativi in alcune nostre città, senza dimenticare l’iniziativa “La fabbrica dei contenuti” proposta da Confindustria Belluno e la mostra al museo di Serravella cofinanziata dalla Fondazione Cariverona. Queste sono le principali, ma altre ve ne saranno, compreso il passaggio della fiaccola olimpica che farà tappa di arrivo domenica 25 gennaio a Belluno e il giorno dopo si dirigerà verso Cortina. Il 17 dicembre a Belluno verrà presentato l’evento olimpico e paralimpico in una serata aperta a tutti.

La macchina organizzativa dei Giochi è complessa e non mancano le criticità come la conclusione di cantieri e opere, la viabilità, ecc. Ritiene che complessivamente tutto sarà pronto per la cerimonia di inaugurazione dei giochi del 6 febbraio 2026?
Sicuramente dal punto di vista organizzativo delle gare saremo prontissimi. L’esperienza per quanto riguarda lo sci alpino femminile costruita in tanti anni di Coppa del Mondo ci dà garanzie assolute. Poco dopo metà novembre c’è il test di coppa per la pista da bob, slittino e skeleton e anche in questo caso tutto si è svolto per il meglio. Il curling poi di fatto è nato a Cortina e sarà uno spettacolo. La decisione di far ospitare a Cortina anche una sorta di cerimonia inaugurale è un ulteriore valore aggiunto. Sul piano infrastrutturale auspico che le varianti di Tai e Valle siano pronte e anche quella di San Vito a buon punto. Resta il tema della variante di Longarone, il cui appalto integrato uscirà entro l’anno in modo da dare il via dei lavori nel 2026. È un’opera attesa da decenni che rappresenta la vera legacy olimpica. Alla fine sono convinto che ce la faremo nonostante le tante difficoltà e i ritardi burocratici. È stata una corsa contro il tempo, ma alla fine sarà un orgoglio avere gli occhi del mondo che guarderanno le nostre Dolomiti e ne rimarranno estasiati.

Come sarà possibile tesaurizzare gli effetti positivi di questo evento mondiale oltre il marzo 2026 e rendere l’eredità delle opere duratura nel tempo con ricadute positive sul territorio, imprese e popolazione?
Le Olimpiadi e la Paralimpiadi rappresentano un’opportunità straordinaria. Ce lo diciamo da mesi e starà a noi capitalizzare questa attenzione mediatica che avremo. Le infrastrutture ci aiuteranno ad avvicinarci ancora meglio verso le nostre Dolomiti e mi auguro che riusciremo a fare un ulteriore salto di qualità a livello ricettivo magari intercettando nuovi investitori, sempre nel rispetto della sostenibilità ambientale dei nostri luoghi. Non vorrei mai che un giorno qualcuno dicesse che cosa ci siamo persi a non renderci conto del valore di questo evento unico al mondo. Dovremo giocarci bene le nostre carte dimostrando unità di intenti e coesione.

E.C.