Montagna, viabilità e sviluppo: l’agenda di Roberto Padrin per Belluno

Presidente Roberto Padrin, fra le problematiche più urgenti della nostra provincia spicca la viabilità e in primis la messa in sicurezza della strada Statale 51 Alemagna che è soggetta ripetutamente a colate detritiche e frane con chiusure al traffico dell’arteria e conseguenti disagi alla popolazione, agli operatori turisti, ai lavoratori e notevole preoccupazione per la tenuta del territorio e dell’economia locale. Quali interventi d’urgenza e di prevenzione sono stati effettuati e quali sono in corso?
È stata davvero un’estate complicata iniziata a metà giugno con la colata di Cancia, con un volume mai così grande, stimato in circa 60 mila metri cubi che hanno messo a dura prova gli interventi di messa in sicurezza realizzati dalla Provincia per quasi 10 milioni di euro in un decennio. La colata ha raggiunto le abitazioni e fortunatamente non si sono registrati danni alle persone. Non bastasse, vi è stata anche una perdita di gasolio che ha comportato un intervento successivo. Abbiamo liberato le vasche ed ora la situazione è sotto controllo. Stiamo effettuando degli approfondimenti progettuali per un nuovo intervento per il quale chiediamo aiuto per il finanziamento. Un grazie infinito ai cittadini, che hanno sopportato con grande dignità l’enorme disagio, i Vigili del Fuco intervenuti con la Protezione civile e tanti volontari, uniti al gran lavoro delle imprese. Ben diversa la questione frana Marcora che ha provocato enormi disagi alla viabilità da e per Cortina. Una colata davvero imprevedibile che costringe di chiudere al transito la 51 di Alemagna in condizioni di forti piogge. Per Anas è stato un lavoro davvero enorme. La Provincia si è attivata predisponendo con un investimento di quasi 250 mila euro il sistema di monitoraggio che permette in tempo reale di verificare la situazione di possibili nuove colate. Servirà qui un intervento definitivo per il quale Anas sta già lavorando al progetto. Anche un grazie a tutti coloro che si sono attivati e uno speciale al mio consigliere Massimo Bortoluzzi che ha seguito da vicino la questione.

Guardando dal suo osservatorio alle prossime Olimpiadi Milano-Cortina 2026, come stanno procedendo i lavori, gli interventi previsti e complessivamente l’organizzazione dell’evento?
Tema estremamente delicato. Sui lavori l’auspicio è che per il periodo olimpico e paralimpico siano pronte le tre varianti di Tai, Valle e San Vito di Cadore che aiuterebbero a rendere la viabilità decisamente migliore. È una corsa contro il tempo sulla quale vi terrò aggiornati. Nelle prossime settimane verrà appaltata anche la tanto attesa variante di Longarone da parte di Simico. Queste opere sono propedeutiche anche ad alcune scelte legate ai trasporti degli spettatori nell’individuazioni di aree di parcheggio che avranno il loro hub di riferimento presso la fiera di Longarone. Nel mese di novembre organizzeremo con la Fondazione Milano-Cortina un grande evento a Belluno illustrativo e informativo sull’evento olimpico. Nel frattempo come Provincia, coordinatrice del tavolo olimpico stiamo definendo un programma di eventi da svolgersi su Cortina durante il periodo delle gare e anche su altre località della provincia in collaborazione con la Fondazione Cortina. Tornando alle opere, mi resta il cruccio del villaggio olimpico di Fiames, la cui soluzione adottata mi ha sempre lasciato perplesso perché non certo opera di legacy come avevo sognato. Ma ora è giunto il momento di lasciare da parte qualsiasi tipo di polemica e cercare di vivere al meglio un evento unico e straordinario per il nostro territorio, che tutti i bellunesi meritano di goderselo nel migliore dei modi.

Sul numero scorso abbiamo riportata la lucida e preoccupante analisi del sociologo Diego Cason sulla decrescita demografica e la conseguente ricaduta sul territorio e sull’occupazione aziendale. Per affrontare questo problema la Provincia ha avviato alcuni progetti e iniziative. Ce li può sintetizzare?
Il tema dello spopolamento è un tema che tutta la montagna del nostro Paese con le eccezioni d Bolzano, soprattutto, e di Trento. Un segnale estremamente positivo arriva dall’approvazione della Legge nazionale sulla Montagna, segno di attenzione concreto che sicuramente avrà bisogno di ulteriori risorse, oltre che dei decreti attuativi, ma che rappresenta un punto di partenza fondamentale. Le iniziative della Provincia sono focalizzate soprattutto sulla residenzialità. Grazie ai Fondi di Confine e al contributo del nostro Ente e di alcuni Comuni abbiamo messo sul piatto una decina di milioni di euro per interventi di riqualificazione di immobili che andranno a realizzare unità abitative da destinare ad operatori sanitari, insegnanti, e qualsiasi persona voglia venire nel nostro territorio. Un altro investimento è InvestiScuola che abbiamo riproposto anche quest’anno mettendo quasi 700 mila euro cui si aggiunge il contributo del Consorzio BIM dei Comuni e quello di Dolomitibus per un progetto che permette alle famiglie dei nostri studenti di pagare lo stesso prezzo dell’abbonamento da qualsiasi parte provengano. Fare di più? Sempre si può, ma al momento non abbiamo altri margini nel nostro bilancio.

La nostra provincia di Belluno, nota per le sue bellezze naturali e del territorio, attrae sempre più, soprattutto nelle aree “Patrimonio Mondiale UNESCO” un numero crescente di visitatori. Il fenomeno è cresciuto a tal punto da creare ingorghi stradali, impatti negativi sul territorio da turismo “mordi e fuggi”, ecc. Come governarlo, destagionizzarlo e promuovere un turismo di qualità?
Dal 1° settembre sono anche stato nominato Presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, un ruolo che nella rotazione a guida dell’ente ogni tre anni, ora tocca alla Provincia di Belluno. Una nomina di responsabilità che cercherò di portare avanti con l’aiuto della bravissima direttrice Mara Nemela, il Cda e la mia struttura della Provincia che ha preso a cuore questo importante incarico. La Fondazione non è un ente di promozione turistica, ma ha il compito di tutelare e valorizzare il bene attraverso iniziative che cercheremo di portare avanti in un percorso di ulteriore crescita. Il tema dell’overturism lo affronteremo come tanti altri che si presenteranno nella consapevolezza che questo riconoscimento è uno straordinario valore aggiunto per il nostro territorio.

E.C.