Milano-Cortina 2026: Opportunità e Sfide per il Bellunese

Presidente Roberto Padrin ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 che vedrà la “Regina delle Dolomiti” sotto i riflettori di tutto il mondo.
Certamente non è facile fare il punto sui molteplici interventi e i lavori preparatori che sono in corso per quest’evento importante ed eccezionale, ritiene che le opere principali e strategiche siano in linea con la loro tabella di marcia per le date prestabilite? Quali le maggiori difficoltà che si stanno incontrando?
Le opere sportive sono sicuramente a buon punto, come ha confermato anche il presidente del Veneto Luca Zaia, nei recenti sopralluoghi effettuati a Cortina. Lo stadio del ghiaccio che ospiterà le gare di curling è praticamente concluso. La pista da bob è alle fasi finali e per i prossimi mesi dovrebbe essere pronta per i primi test. Ancora una volta il nostro Paese si dimostra rapido nell’esecuzione delle opere, quando costretto a bruciare le tappe. E ancora una volta abbiamo visto la necessità di semplificazione burocratica.
Quanto alle opere infrastrutturali non sportive, ci auguriamo che vengano concluse le varianti della Valboite – Tai, Valle e San Vito – che sarebbero dovute essere pronte per i Mondiali 2021. Le varianti di Cortina e Longarone come da cronoprogrammi saranno realizzate dopo le Olimpiadi e resteranno come eredità del grande evento.

Quali infrastrutture rimarranno sul territorio dopo le Olimpiadi?
Come detto, saranno soprattutto le migliorie stradali a costituire una grande eredità delle Olimpiadi. Oggi il tragitto Longarone-Cortina è costellato di punti neri che saranno in gran parte eliminati. Poi però ci resteranno anche le infrastrutture sportive. Ci resterà un’immagine rafforzata delle potenzialità del nostro territorio. Le Olimpiadi stanno portando investimenti per circa 1 miliardo di euro, risorse impensabili senza il grande evento.

Al termine delle Olimpiadi è previsto lo smantellamento del villaggio olimpico. Considerata l’esigenza di residenzialità, non ritiene sia opportuno che la struttura rimanga a disposizione del nostro territorio? A chi compete la decisione e cosa si potrebbe fare per ottenere che i moduli diventino una risorsa per il bellunese?
Certo che sarebbe opportuno che la struttura rimanesse a disposizione del territorio. Anzi, sarebbe uno dei principali elementi di Legacy olimpica, in grado di dare risposte importanti e concrete al bisogno abitativo. Non per niente abbiamo cercato diverse soluzioni in tal senso. E la Provincia fin dall’inizio si è spesa per recuperare la vecchia colonia Eni di Borca di Cadore come villaggio olimpico: avremmo rigenerato un patrimonio storico e architettonico di grande pregio, anche se oggi dismesso, e avremmo avuto una struttura utilizzabile anche dopo le Olimpiadi. Quell’operazione purtroppo presentava diverse criticità, tra cui la proprietà privata del complesso architettonico, e non è andata in porto. Come non sembra destinata ad andare in porto la possibilità di far restare i moduli prefabbricati del villaggio olimpico di Fiames. Perché sono di proprietà dell’azienda che li realizza e di Simico. Di conseguenza dovrebbero essere acquistati dalla Regione e poi dati al territorio. Al momento non è così.

Ritiene che il mondo produttivo ed imprenditoriale della nostra provincia stia sfruttando al meglio quest’evento? Cosa possono fare ancora ulteriormente?
Un grande evento come le Olimpiadi attira senza dubbio attenzione, investimenti, promozione. La stima dice che ci saranno circa 3 miliardi di persone a seguire le gare, tra pubblico in presenza e pubblico collegato alla tv e sul web. Le aziende e il mondo produttivo lo sanno e stanno lavorando per amplificare l’effetto olimpico e fare in modo che si prolunghi prima e dopo l’evento. Sono convinto che se tutti crediamo nella potenzialità delle Olimpiadi e lavoriamo in squadra – istituzioni, enti locali, mondo produttivo – potremmo cogliere frutti importanti.

Come approfittare di questa opportunità per promuovere l’intero territorio della nostra provincia e renderlo più attraente, valorizzare le nostre eccellenze e peculiarità?
In queste settimane abbiamo avviato un tavolo permanente Provincia-Fondazione Cortina-Dmo, che coinvolge sindaci, Consorzio Bim, Fondo Comuni confinanti, categorie economiche e Camera di Commercio, per promuovere le Olimpiadi e le Paralimpiadi, perché non dimentichiamoci che il Bellunese sarà protagonista ancora di più con le gare paralimpiche. Quindi stiamo lavorando per vestire il territorio a tema olimpico, e organizzare eventi per accompagnare la strada da qui al febbraio 2026. La Fiera di Longarone sarà un hub logistico e potrà essere veicolo di iniziative commerciali oltre che di promozione. Sono certo che avremo un grande ritorno turistico, anche perché gli albergatori già adesso mi dicono che a Cortina e nella parte alta della provincia di fatto non esiste più il “fuori stagione”. Il problema vero in questo senso è che abbiamo una ridotta capacità ricettiva: meno di 20mila posti letto alberghieri contro gli oltre 250mila del Trentino-Alto Adige.

E.C.